Al Re dell'immenso

   

Nel mondo, immerso,                             
c'è il Re dell'immenso.                                 
Sei Tu il Figlio di Maria venuto a visitarci, 
dal Suo sen virgineo uscito per amarci.                    
Sei nato in una capanna                                   
tra gli Angeli in osanna.        
In grembo Ti tenea Tua Madre 
e a fianco stava Tuo Padre.                      
Mentre Tu al petto succhiavi 
entro il cor già L'amavi.                       
Era casto quel seno  
e d' Amor era pieno.                                          
In quella notte Tu ansimavi 
perché a la storia de la Tua vita già pensavi. 
Storia triste, d'avvenire,               
che sapea di patire.           
Storia di sete… storia di morte: 
quella d'insegnar era la Tua sorte.                        
D'insegnar ad Amare col Tuo Corpo fragile e bello 
di Tua Madre simile a quello,          
nelle fattezze e nello splendore; 
nient'altro sapea che d'Amore. 
O Re immenso,  
pieno d'Amor, d'Amor intenso, 
Dio anche d'Erode 
che volea decapitarTi con frode, 
per toglierTi de la terra il regno: 
la Tua potenza dié un segno. 
Quei ordinò di tagliar le teste agli Innocenti,   
e, mentre le genti  
correan ad obbedirlo, 
un Angel dal Ciel venne da Giuseppe a dirlo. 
Ei, conosciuta la via,  
fuggì sull'asinel con il Bimbo e con Maria. 
Pronta a Nazareth era la dimora, 
ma non era ancor giunta l'ora,  
ch'Ei  cominciasse ad obbedire, 
ai Due pria di patire. 
Piccol era il Pargoletto  
ma tutto facea al lor detto. 
Lui tutto cognoscea,  
ma parlar ancor non sapea. 
Cominciò pria col Suo "sì" e col Suo "no": 
voglio, non voglio, lo so. 
Voglio quel che Voi volete, 
non voglio esser ricco lo sapete. 
Crebbe il Fanciullo e dentro il Core 
Gli battea l'Amore. 
Giuseppe Gli insegnava ad usar il martello 
e metter i chiodi nel cestello. 
Del pane d'ogni dì,  
lavorava il Fanciullo ed era bello, sì. 
Nessun trastullo Lo interessava; 
solo, amava, amava. 
Il Fanciullo, Gesù fu chiamato: 
l'Angelo a Maria il nome avea dato. 
Ei nacque senz'om nel Verginal Suo seno 
perché già d'Amor era pieno. 
Sete avea d'insegnar sebben fanciullo, 
e tempo non perdea nel trastullo. 
Sin da piccolo predicò ai Dottori, 
e le Sue prediche commoveano i cuori. 
Dolce amabile mio Signore  
Tu dell'om sei lo splendore,  
la vita, la verità: 
tutto opere di carità. 
Sei una fiamma d'amor acceso. 
Ai Tuoi pié il peccator arreso 
piange la sua povertà. 
Tu solo Gesù sei tutto santità, 
che abbracci i Tuoi fratelli, 
anche i più poverelli. 
Li sostieni e li incoraggi 
con la bontà dei Tuoi messaggi. 
Sposo dolce mio diletto, 
Maestro eterno riposa sul mio petto. 
Tu sei l'om più bello, il più retto, 
quello che dona compagnia 
e non discute sulla povera via 
di questo mondo infelice; 
anzi, a chi dice: 
«pietà di me», 
rispondi:«Io son con te, 
sempre pronto ad aiutarti 
a consolarti e guidarti 
sul sentiero della salvezza 
per portarti all'altezza 
di quei Santi 
che, poverelli tutti quanti, 
m'hanno ascoltato 
e io ho amato 
ciascun nelle sue debolezze 
che ho guarito con le mie tenerezze». 
Da quando io nacqui e ti conobbi Amico vero  
diventasti degli amici il più sincero. 
Quando una notte vidi i Tuoi occhi di luce raggiante 
compresi in lacrime le doglie Tue tante. 
Fortemente Ti strinsi al Core 
e sentii teco dei Vergini l'Amore. 
Ti chiamai allora:«Gesù» 
e Tu mi rispondesti …«Ti amo sempre di più». 
Nacque tra Te e me una fusione d'Amore: 
compresi allora che Tu eri veramente il Signore, 
Colui che ci insegnò la via e la verità, 
il perdono e l'aver pietà. 
Sulle ginocchia di Maria 
imparasti a pregare il Padre:«… Non la volontà mia 
ma la Tua sia fatta», 
quella volontà dalla fede ardente tratta 
per sollevar tutta la gente, 
anche quella che non prega per niente, 
anche la più lontana dal Tuo Sacro Cuore, 
dolce amabilissimo Signore. 
Gesù, Tu del demone superasti ogni tentazione 
col fervore della Tua orazione. 
Nelle acque del Giordano il Battista Ti battezzò 
e il Tuo Precursore con amore e con più forza T'inviò. 
Qual Umile Potente 
non Ti sei confuso per niente. 
Il capo sotto l'acque hai abbassato 
quasi per purificar ciò che era già purificato. 
L'alma Tua in puritade 
sanava per le strade 
malati e peccatori, 
e consolava tutti i cuori. 
Dalla lebbra il lebbroso hai guarito; 
hai abbracciato il peccator pentito. 
Al cieco hai dato la luce:  
cammina senza chi lo conduce. 
Gli ipocriti hai cacciato,  
gli indemoniati liberato. 
I Tuoi occhi non eran di questo mondo. 
Nelle coscienze leggi fino in fondo. 
E siccome dicevi in faccia la verità 
Ti volevan lapidare con crudeltà. 
Ma il Padre che sta nei Cieli, siccome ancora 
della Tua Passione non era giunta l'ora 
Ti ha protetto, 
come Suo Figlio diletto. 
Per guarir le piaghe del peccatore 
Tu hai patito con amore, 
nel deserto, la fame e lo sconforto, 
triste e desolato in quell'orto. 
Affinché l'om si pentisse del suo peccato 
sei stato condannato e imprigionato. 
Ti vedo Gesù di spine coronato, 
flagellato, schiaffeggiato e insultato. 
E tu fratello sei così incosciente 
da non dirti niente? 
Da non batterti il petto 
per l'Amor del tuo Diletto?  
Che peso atroce i nostri peccati: 
tutti pel Tuo Amor son cancellati. 
Ti vedo salire,  
piangere e patire. 
Quel ricordo Ti è sempre presente, 
ma anche nella nostra mente. 
Suona come il sibilo del vento: 
al mio cuor dolente sempre Ti sento. 
Ti chiedo Signor per tutti perdono: 
la prima io sono. 
Ti hanno inchiodato  
e nudo spogliato 
per rivestir l'umanità  
de la Tua santità. 
Santo tra i Santi eccelso Signor, 
a Te vada la gloria e l'onor. 
Sei morto ma vivi ancora 
e non passa ora 
che non ci richiami al dovere 
nelle mattine e nelle tarde sere. 
A la Maddalena al sepolcro hai parlato 
e un messaggio a Lei hai dato: 
riferir agli Apostoli diletti 
che non esiste morte per i perfetti. 
Il Tuo Corpo e il Tuo Sangue immolato 
in eredità ci hai lasciato, 
sulla terra perché 
possiamo stare sempre con Te. 
Tu m'apri il Tuo Cuor 
per riversar in me tutto l'Amor.

         
    Home
Preghiere di Madre Provvidenza