Omelia del Cardinale Giuseppe Siri

durante la S. Messa in occasione della professione religiosa perpetua di Padre Luigi Duilio Graziotti

fondatore dei

"Missionari della fede"

 

28 - 12 - 1982

 

Sia lodato Gesù Cristo.

Cominciamo dal Vangelo che ora è stato letto.

 Matteo ci ha fatto la narrazione della strage degli innocenti, che la Chiesa in questo giorno ricorda fin dalla più remota antichità.

Gli innocenti ebbero certamente da Dio quello che occorreva per essere martiri. Se fossero state semplicemente vittime, la Chiesa, nei due millenni della sua vita, non li avrebbe potuti onorare. Perché c'è distinzione tra la vittima e il martire. La vittima è semplicemente un disgraziato passivo di fronte alla violenza esterna, e non consenziente; il martire è quello che pazientemente accetta la morte per un motivo di fede.

Noi non sappiamo come, ma certamente queste condizioni si sono verificate in quei piccoli. Nostro Signore non ha voluto essere circondato da vittime inutili, ma da martiri coscienti. E fin dall'inizio è apparsa chiara questa distinzione. Gli uomini si dividono in due categorie: le vittime inutili e i martiri coscienti. Quelle che fanno, s'arrabattano, si sforzano, senza nessuno afflato soprannaturale, a un certo punto almeno della loro vita sono delle vittime inutili. Gli altri sono dei martiri coscienti; martiri non nel senso proprio, che hanno dato la vita, ma se non l'hanno data, almeno in qualche forma l'hanno spesa.

Questo è l'insegnamento che ci dà il Vangelo di oggi.

Ora veniamo a noi. Tra poco il Padre Graziotti farà la sua professione perpetua pubblica. In questo momento nel quale lui farà la professione perpetua e pubblica, nasce veramente la vostra Congregazione. È un momento solenne questo. Giuridicamente parlando, la vostra Congregazione è nata il giorno di Natale. Buon auspicio questo, perché il decreto di erezione è stato firmato quel giorno. Ma esisteva, diremmo così, per aria, perché non c'era ancora la materia. La materia di una congregazione religiosa c'è quando c'è qualche religioso che ha i voti, perché chè costituisce lo Stato religioso è la professione dei tre voti di castità, povertà e obbedienza. Bisogna discorrere un po' di questi tre voti, perché dopo di lui, a suo tempo, e presto, tutti quelli tra voi che hanno fatto già i voti privati come Pia Unione, e che a questo titolo sono stati ammessi agli Ordini Sacri, nelle sue mani (perché fino a quando il Capitolo non sarà radunato, egli rimane il superiore), nelle sue mani farete - non nelle mie, nelle sue - farete i vostri voti, chi temporanei, chi perpetui.

Sarà convalidato e reso pubblico davanti alla Chiesa lo stato in cui vi trovate.

Quello che mi preme dire è: qual è il più importante dei tre voti? Bisogna prima stabilire il criterio: il più importante dei voti è quello che condiziona gli altri, cioè che, posto quello, gli altri sono assicurati, quanto si possano assicurare le cose in questo mondo. Ora, qual è il più importante dei tre voti, non dimenticatelo è il voto di obbedienza. Perché, assicurato quello, gli altri filano.

Con l'obbedienza, e dentro i limiti dell'obbedienza si mantiene la povertà: guai se la perdeste!

Con l'obbedienza si tutela la castità, perché questo avviene naturalmente con la grazia di Dio, se capite cosa vuol dire obbedire. Credo che lo sappiate, ma ve lo debbo dire oggi. Obbedire voi dire uniformarsi alla volontà di Dio, sempre, qualunque sia il mezzo che lui usa per farci sapere la Sua Divina Volontà. Attenti bene che il motivo dev'essere sempre quello di obbedire a Dio, di uniformare la volontà alla Volontà Divina. E attenti bene a fare anche le cose, se volete camminare nella via della santità, e anche le più semplici, le più domestiche, direi..... le più impalpabili, sempre volendo obbedire a Dio.

Trasformate tutto quello che fate, tutto quello che tollererete, tutto quello che porterete con pazienza, tutto quello che sembra civile, umano, comune, trasformatelo in una cosa preziosa, facendo sempre con spirito di obbedienza.

Non dimenticate queste due cose.

Il motivo: non è che si obbedisca gli uomini, si obbedisce a Dio. Gli uomini sono portatori della Sua Eterna Volontà.

E non dimenticate mai di avvolgere nella preziosità dell'obbedienza le cose più comuni; questo spirito di deve diventare abituale, di tutti i giorni, di tutte le cose più comuni: quello che io faccio lo faccio per Volontà Divina. Che non ci sia - è l'augurio più grande che vi possa fare - nella vostra vita, qualche cosa che fate o per distrazione, o solo per abitudine, o senza sapere neanche che cosa fate e per che cosa fate. Impreziosite la vita a questo modo.

Mi direte: come si fa mantenere questa perfezione dell'obbedienza? Ve lo dico subito. Si scrivono tanti libri, e tutti vanno bene, si impara sempre, ma forse le cose, a dirle semplici, in una proposizione, si capisce di più. Ecco la norma valida: non fidatevi mai di quello che vi piace. Mai. Non dico che lo dobbiate odiare; perché Dio vuole che mangiamo, non è morale lo sciopero della fame. Non è detto che noi dobbiamo odiare quello che ci piace, no. Non lasciatevi mai incantare da quello che vi piace, perché le cose che più fortemente piacciono, sono quelle che più facilmente si fanno deviare. Amate sempre, senza riserve, quello che non vi piace. È la via sicura; la via della croce, d'accordo, ma è la via sicura.

Ripeto: non lasciatevi mai incantare da quello che vi piace; amate senza riserve quello che nel vostro dovere non vi piace. Sarete sicuri, avrete l'obbedienza, sarete buoni religiosi, vi vorrete bene fra di voi..... Perché, tra le cose che non ci piacciono, sono i temperamenti dei nostri vicini.

 Facilmente i temperamenti dei nostri vicini non ci piacciono affatto, facilmente il loro carattere ci urta, facilmente qualche piccolo loro difetto ci dà fastidio..... e pertanto, amerete tutti i vostri fratelli. Siamo intesi?

Lasciamo stare i discorsi inutili e la retorica che si fa. Veniamo al sodo. Questo è il sodo.

Ora vedete, con la professione del vostro Superiore nasce effettivamente (perché c'è la materia, c'è un religioso) nasce la vostra Congregazione, anche se giuridicamente, ma ..... un po' per aria, esiste da giorno di Natale.

Ora ricordate bene questo: voi dovrete sempre stare attenti a non scantinare dallo scopo per il quale siete nati voi e la vostra Congregazione.

State attenti! I vostri statuti, che sono stati approvati, vi danno uno scopo primario, dopo quello, si capisce, della vostra santificazione e del servizio di Dio. Quello, va da sé, è il primo. Ma, lasciando questo, che è comune a tutti gli stati religiosi, lo scopo primario è di servire alla salvezza dei vostri fratelli sacerdoti. Siccome, come in una Pubblica Assistenza, non si può tutto il giorno e tutta la notte essere lì a fasciare, perché non sempre c'è soggetti da fasciare, nei tempi vuoti potete fare altri ministeri, ma attenti che quello che è riempitivo dei momenti vuoti non diventi vostro principale scopo, perché perdereste la caratteristica per cui Dio ha voluto che ci fosse la vostra Congregazione.

E se dovesse perdere questa qualificazione data dallo scopo primario per cui è sorta, non si potrebbe pretendere molto dall'intervento di Dio, perché si sarebbe piuttosto infedeli.

Attenti alla fondazione! La fondazione è, e voi con il vostro contegno lo state dimostrando, il momento aureo della prima infanzia innocente; ma se le cose che vi ho detto le dimenticaste, passereste presto ad un'adolescenza pigra e ad una maturità inconsistente. Vedete, le parole che si dicono - che non sono poi le mie, perché io ho ripetuto quel che tutti sanno - ma le parole dette in questo momento hanno un'importanza, perché qualificano il vostro avvenire. Pertanto, ritenetele seriamente, e rifletteteci, perché è difficile..... Sapete, voi siete nell'entusiasmo dei primordi, e questo vi fa superare tante difficoltà, vi rende facili, e per dire quasi..... felici le difficoltà, ma attenti..... dopo la primavera viene l'estate, che è calda, ma dopo l'estate viene l'autunno in cui cadono le foglie, e dopo l'autunno viene l'inverno, in cui, almeno per qualche giorno, si gela. Vedete, cari, io non ho voluto far della retorica oggi, perché sarebbe stata perfettamente fuori posto. Non ho rievocato il cammino non troppo lungo, ma neppur troppo breve, per cui siete arrivati a questo giorno. Rilevo che è grazia piuttosto inconsueta che in soli undici anni siete arrivati qui. Abbiate riconoscenza a chi vi ha guidati, a chi è stato strumento di Dio per chiamarvi. Avete scelto la parte migliore, e mi congratulo con voi.

Vedete, io quasi 77 anni, ma non so dire quanto sono felice di aver servito soltanto Iddio. Auguro anche a voi; perché quando si va avanti nell'età si capisce.

Molta gente - e questo lo dico perché abbiate fiducia nel vostro ministero - non è tanto miscredente quanto disperata, perché guardando indietro prova che ha niente nelle mani.

Voi, abbandonando il mondo, esercitandovi un'azione di carità spirituale verso i confratelli, e poi, per quel che ce ne cresce verso tutti, avete scelto la parte migliore. È una grazia che noi non possiamo esprimere, tanto è grande. Noi siamo della gente fortunata. È un parlare mondano dire "fortunata", ma si usa dire così. Noi sappiamo che quello che chiamiamo fortuna è grazia di Dio.

Ora, mentre celebro la Santa Messa dopo aver ricevuto i primi voti perpetui, ringraziate il Signore perché vi ha creato, perché vi ha dato questo lavoro da compiere, perché vi ha dato questa regola, perché in essa vi benedice e in essa, tanto quanto ne salverete la fisionomia, riconoscerà in voi i servi buoni e fedeli, ai quali potrà dire: "Servo buono e fedele, entra nel gaudio del tuo Signore". 

Così sia.

 

Padre Luigi Duilio Graziotti * Madre Provvidenza * Meditazioni per Sacerdoti * Meditazioni per tutti * E-mail

 

 

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